DayZ: Racconto di un superstite

Cos’è DayZ?
Venduto su Steam con la formula Pay for Alpha, il titolo firmato Bohemia Intercative è una simulazione di sopravvivenza in un mondo devastato da un’epidemia che ha trasformato la popolazione dell’isola di Cheranarus in zombie. In DayZ non c’è una storia da portare a termine, in quanto saranno gli stessi giocatori che daranno vita alle avventure vissute all’interno del gioco. DayZ è complicato e sconsigliato a chi non è disposto ad accettarne le meccaniche, il fine ultimo degli sviluppatori è chiaramente quello di fornire un’esperienza il più realistica possibile, anche al costo di sacrificare quasi totalmente il divertimento.

Introduzione
Penso che un grande gioco sia in grado di regalare anche grandi emozioni, DayZ ci riesce in pieno. I siti di settore hanno scritto fiumi di parole su questo titolo, io preferisco raccontarvi di quello che ho vissuto all’interno del gioco, delle mie esperienze e delle persone che ho incontrato.

Solo uno sconosciuto
Probabilmente quando uccidete un nemico in Call of Duty a parte una leggera euforia non sentite nient’altro. In DayZ uccidere qualcuno ha un significato diverso da ogni altro gioco e non è affatto difficile sentirsi in colpa per aver fatto fuoco troppo in fretta. A me è successo, eravamo in due ed eravamo appena stati attaccati da un gruppo di zombie, fatte fuori quelle creature abbiamo girato un angolo e ci siamo trovati davanti un tizio che correva. Dovevamo decidere in fretta, lui non ci aveva visto, ma non avevamo la minima idea di cosa avrebbe fatto se si fosse accorto di noi, era armato. Stavo per premere caps lock per provare a parlargli ma all’ultimo secondo cambiai idea, dissi: <<spara Simone!>> e con le ultime munizioni che ci erano rimaste Simone uccise quel tizio con due colpi precisi alla testa. Prendemmo il suo zaino, da quello che trasportava probabilmente erano più di cinque ore che stava giocando, in un secondo avevamo azzerato tutti i suoi sforzi. Cominciammo a guardarci intorno, c’era il rischio che non fosse da solo e che avesse già comunicato ai suoi compagni la nostra posizione, sembrava tutto tranquillo, per fortuna era solo. Iniziammo a correre verso la città successiva, pensando che forse le cose sarebbero potute andare diversamente.

Senso di solitudine
AOsmMraLa mappa di DayZ è sconfinata, se guardate l’immagine qui di fianco, in cui viene paragonata a quella di Battlefield e Call of Duty, dovreste riuscire a farvi un’idea delle dimensioni. Quando il vostro personaggio rinasce vi trovate da soli nel bel mezzo del nulla, a disposizione avrete solo una torcia e una batteria necessaria per farla funzionare. Cominciate a camminare senza sapere dove siete diretti e se siete fortunati troverete una qualche città, a quel punto per orientarvi potete seguire i cartelli stradali, ma avrete comunque bisogno di una mappa. Se riuscite a trovarne una scordatevi i puntini rossi che vi indicano dove siete, trovate un cartello bianco con il nome della città in cui vi trovate e poi cercatevi sulla mappa, ah! ovviamente i nomi delle città sono scritti in russo.
La prima volta che abbiamo giocato insieme ad un gruppo di amici abbiamo passato più di un’ora e mezza solo per trovarci e posso assicurarvi che sopravvivere senza l’aiuto di nessuno per un giocatore inesperto è davvero complicato.

Morire di fame
Eravamo in cinque, diretti all’aeroporto a Nord-Ovest della mappa, quel viaggio sembrava interminabile e non eravamo neanche a metà. Avevamo impiegato circa mezz’ora per radunarci tutti e partire dalla costa a Est. Procedevamo svelti, Stefano guidava la spedizione e ci si fermava solo nelle città più grandi per cercare cibo e bevande. Avevamo quasi tutti a disposizione degli zaini che eravamo riusciti a riempire con i viveri per il viaggio. Dopo circa un’ora il mio personaggio e quello di Simone cominciarono ad avere crampi allo stomaco per la fame, avevamo da mangiare del cibo in scatola, ma purtroppo tutti e cinque non avevamo niente di appuntito per aprilo. Dopo altri venti minuti la situazione stava peggiorando e la fame si era fatta insopportabile. Ci fermammo in una città in cui eravamo sicuri di trovare qualcosa per aprire quei maledetti barattoli. Ci dividemmo e cominciammo a setacciare ogni casa, ma purtroppo non c’era niente di appuntito. Sentimmo delle urla, erano zombie. Il primo di noi venne attaccato e gli altri accorsero. Picchiai più forte che potevo, ma non avevamo armi adeguate per fronteggiare tre o più zombie, alcuni di noi erano addirittura disarmati. Feci la mia parte, uno zombie mi colpì in pieno e cominciai a sanguinare, la situazione era precipitata in fretta. Vidi delle scale a pioli e salii su un palazzo, i miei amici erano riusciti ad abbattere anche l’ultima minaccia. Mi tolsi la maglietta e feci delle bende di fortuna, mi fasciai con quelle, ma ormai la situazione era troppo critica, avevo fame e avevo perso molto sangue, svenni su quel palazzo, poco dopo sopraggiunse la morte. Anche Simone morì poco dopo, entrambi non per i morsi degli zombie ma perché non eravamo riusciti a trovare un maledetto apri scatole.

Nuovi amici
A quel tempo avevo ancora fiducia nel prossimo, mi trovavo in una città da solo e stavo perlustrando alcune case. Notai un uomo correre dall’altra parte della strada e lo inseguii. Arrivai dietro di lui, era equipaggiato con fucile pistola e abiti militari, io invece avevo una felpa e una razione di spaghetti aperta. Mi fermai davanti a lui e alzai le mani in segno di pace, sentii una voce <<Sei Italiano?>>, risposi di si e arrivarono altre persone con dotazioni simili a quella del primo ragazzo. Cominciammo a parlare, era la seconda volta che giocavo a DayZ mentre alcuni di loro avevano anche trecento ore di gioco all’attivo. Mi diedero cibo, abiti e perfino una pistola, mi spiegarono tantissime cose, un training intensivo durato qualche ora. Erano organizzati e sapevano perfettamente dove andare, gli chiesi come riuscissero ad orientarsi così facilmente, la risposta fu che conoscevano la mappa a memoria. Arrivati in una città incontrammo altri sopravvissuti, italiani come noi, inesperti come me. Aprirono il fuoco verso di noi, probabilmente spaventati, in me che non si dica vennero accerchiati, a fucili spianati uno dei nostri disse: <<Non sparate, non sparate!>>.
Loro erano in pochi perciò abbassarono i fucili e passarono al dialogo, si scusarono e fecero quattro chiacchiere con noi.
L’accoglienza che mi riservarono quei sopravvissuti fu sorprendente, solitamente incontrare altri superstiti significa la morte di qualcuno, ma quella fu la riprova che anche in un mondo spietato come quello di DayZ è possibile farsi nuovi amici.
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