Linkedin sostituirà il curriculum? Intervista a Mirko Saini

Linkedin è il mio social preferito, sai? L’ho scoperto un anno fa, ma lo uso in modo “costante” da circa 3 mesi. E dopo aver capito come muovermi in maniera accettabile nella piattaforma, mi sono posto diverse domande a cui volevo trovare risposta. Una più delle altre mi premeva: “nel contesto Italiano, Linkedin sostituirà il curriculum?“…E mica è facile rispondere!

Ti faccio un esempio per farti capire quanto questa piattaforma sia ancora sottovalutata: durante un mio recente colloquio con un ragazza, che si era proposta per entrare a far parte dell’azienda dove lavoro, scandagliando minuziosamente – e abbastanza annoiato – il suo curriculum, non trovai  riferimento al social. Da qui la domanda “usi Linkedin?“, la risposta mi ha steso, come un destro ben piazzato “È un programma alternativo a Photoshop?”, roba da far cadere le pa…lpebre. Il tempo di riaprirle, riflettere un secondo e TAC ecco la soluzione. Quale migliore occasione di un articolo sul blog per togliermi degli sfizi legati a Linkedin? E quale persona migliore se non Mirko Saini esperto di questa piattaforma e titolare di WebCentrica? Ringrazio Mirko per il tempo che mi ha dedicato e per le sue preziose opinioni. Fanne tesoro.

Sei pronto? Ecco l’intervista!

D: Ciao Mirko, cominciamo subito con una domanda a scottadito, vale la pena per una persona curare il suo profilo linkedin?
M: Ciao Daniele, innanzitutto ti ringrazio dell’opportunità che mi offri ospitandomi sul tuo blog. Venendo alla tua domanda direi che è inutile domandare all’oste se il vino è buono perchè naturalmente ti risponderà di si (l’oste in questo caso sarei io visto con LinkedIn ci campo) . Che tu sia un professionista e quindi sia indispensabile per te lavorare sul tuo personal brand o che tu sia un commerciale, dirigente o proprietario di un’azienda operante nel b2b oggi non solo a mio parere è indispensabile curare la propria presenza online ma indispensabile conoscere l’uso strategico.

D: Cosa differenzia Linkedin dagli altri social media?
M: Guarda, è una delle prime cose che spiego ai miei corsi o ai miei clienti. La differenza sta nel diverso atteggiamento tenuto dalle persone in questa piattaforma. Mi spiego. Di solito uso questa metafora: siamo sempre noi con il nostro bagaglio culturale e personale ma l’atteggiamento e l’attenzione verso le notizie e contenuti varia a seconda dell’ambiente nel quali ci troviamo. Se siamo in un locale con gli amici a prendere un aperitivo avremo un’attenzione verso il medesimo tipo di contenuto diversa che se invece fossimo ad un workshop a scambiarci opinioni sul nostro settore professionale. L’ambiente modifica la nostra attenzione verso i contenuti.

D: Che vantaggi ho nell’utilizzo di Linkedin oltre al solito CVE?
M: Ecco! Mettiamo subito in chiaro questa cosa: LinkedIn non è la forma digitale del nostro CVE. Anche la sezione dell’Esperienze sul nostro profilo non è assolutamente da prendere come il semplice elenco delle nostre esperienze lavorative. Il profilo Linkedin, nel suo insieme rappresenta la nostra identità digitale sulla piattaforma. Nessun altro social ci permette di raccontare chi siamo, cosa facciamo e soprattutto che soluzioni possiamo avere per i nostri potenziali clienti quanto LinkedIn. Il profilo sta li e parla di noi anche quando non ci siamo. E’ li per far comprendere chi siamo come professionisti oltre che come persone.

D: Vale la pena per l’utente investire su un account premium?
M: Riguardo agli account premium io ho questa opinione. Hanno funzioni validissime ma è un po’ come parlare dell’opportunità ad un neopatentato (l’utente medio di Linkedin) di fare un corso di guida sicura su ghiaccio. Bello, utile ma prima sarebbe opportuno che imparasse a guidare bene su strada.

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D: È davvero utile linkedin per trovare lavoro? Ci sono delle cose da sapere per trovare lavoro con Linkedin?
M: Certo che si! Per i motivo che dicevo prima. Il profilo parla di te. Un HR come fa a costruirsi una prima idea di te non conoscendoti di persona? Se la fa attraverso il tuo curriculum. Per chi lavora nelle risorse umane Linkedin è da anni un formidabile strumento che gli permette di cercare e selezionare le figure professionali di cui ha bisogno. LinkedIn gli permette questo in velocità e comodamente dalla sua scrivania. Poi chiaramente fatta la prima cernita dovrà avvalersi di un colloquio vis a vis. Per ridurre la rosa dei candidati oramai tutti si appoggiano a LinkedIn. Cosa può fare un candidato per migliorare le proprie percentuali di rientrare in questa rosa di candidati che accederà al colloquio personale? Essere in Linkedin e farlo con un profilo completo.

D: Perché dovrei curare i miei collegamenti anziché accettare tutti indistintamente?
M: Se ti rispondo dimmi con chi vai e ti dirò chi sei può bastare? Linkedin oltre che a migliorare la propria posizione lavorativa serve a fare networking. Che senso ha avere persone che nulla c’entrano con la nostra professione e che potenzialmente potrebbero rivelarsi solo fonte di spam?

D: Reputi importanti le competenze su linkedin? Se si, perché?
M: Se per competenze intendi quel grafico fatto di tante piccole fotine generato da chi te le conferma ti dico che bisognerebbe aprire un dibattito. Per fartela breve ti posso dire che sicuramente funzionano come Riprova Sociale. Ognuno di noi inconsciamente nel giudicare una persona si fa influenzare positivamente nel vedere che questa ha un gran numero di competenze. E’ normale. Quindi averne molte, di conferme, male non fa. Da un punto di vista tecnico influiscono sull’algoritmo del motore di ricerca interno a LinkedIn che tutto si può dire tranne che sia particolarmente sofisticato. Ma c’è un punto negativo in questa funzione: LinkedIn stesso spesso va a proporre ai nostri contatti la conferma di competenze che in realtà noi non abbiamo indicato ma che lui, in base alle caratteristiche statistiche della nostra professione, presume possiamo avere. Consiglio: controllate ogni tanto ed eventualmente cancellate quelle duplicate (accade) e quelle che non desiderate appaiano.

D: Linkedin sostituirà, o per lo meno, integrerà mai il CVE nel contesto Italiano?
M: Perché? C’è ancora qualcuno che lo utilizza? In 19 anni che lavoro credo di aver avuto la necessita forse una volta di preparare e utilizzare il CVE. A mio parere non ha più senso soprattutto per incarichi e ruoli professionalmente qualificati.

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Ha senso investire tempo per sviluppare il proprio account Linkedin?

Se sei arrivato a questo punto e hai ancora delle perplessità sull’utilità di Linkedin (ne dubito) ti snocciolo un paio di dati che possono farti riflettere. Stando alle statistiche che vanno da Luglio a Ottobre 2014, gli utenti mondiali su Linkedin erano 300 milioni. Il tasso di nuovi iscritti è molto elevato, solo in Italia 7,2 utenti al secondo si iscrivono alla piattaforma. Nel 2011 ci sono state ben 4.2 miliardi di ricerche di lavoro con una crescita esponenziale anno per anno, e sempre nello stesso anno è risultato il trentesimo sito più visitato nel mondo.

Linkedin, in sostanza è più di un semplice curriculum, oltre ad offrire TUTTE le caratteristiche di un curriculum, come istruzione, esperienze professionali, skills e conoscenze delle lingue, offre delle opportunità uniche come coltivare un network di collegamenti, partecipare a gruppi inerenti al nostro settore di interesse, essere visibili, fare personal Branding.

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Agganciandomi alle parole precedentemente espresse da Mirko, oramai per selezionare una base di canditati per ricoprire un profilo lavorativo si usa sempre di più questa piattaforma. Concludendo posso dire solamente che: si, ha senso investire tempo (e denaro, ma questa è un’altra storia) su Linkedin e diventerà sempre più essenziale essere presente nel modo corretto.

Questa piattaforma, se sfruttata bene, può offrire potenzialità enormi! Sfruttale!

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