Come scegliere tra cloud pubblico o privato

Nel 2015, il cloud computing è diventata una realtà tangibile. Siamo ormai tutti d’accordo sul fatto che affidarsi ad un server virtuale per storicizzare i propri dati comporta una serie di vantaggi – scalabilità, miglior utilizzo delle risore, riduzione dei costi – ma non c’è ancora unanimità per quel che riguarda il cloud pubblico e il cloud privato.

In rete esistono tantissimi fornitori di servizi cloud sia pubblico che privato, e la scelta di uno piuttosto che un altro dipende da diversi fattori.

Quando si considera il passaggio al cloud, una prima operazione da fare è valutare l’adeguatezza delle due tecnologie con le nostre esigenze. Che applicazioni saranno eseguite nel cloud? Su quali dati dovrà essere eseguito un backup remoto? Sono al sicuro? Quanto conviene in termini di costi? Sono tutte domande che dobbiamo porci prima di decidere quale delle due opzioni si allinea più strettamente alla nostra strategia aziendale. Si potrebbe constatare che alcune applicazioni specifiche richiedono un cloud privato, mentre altre possono essere eseguite in un cloud pubblico.

La prima considerazione riguarda la sicurezza. Scegliendo un cloud privato, si ha un servizio chiavi in mano e la sicurezza dei propri dati è garantita. Inoltre, tecnologie firewall possono essere implementate per la protezione da minacce esterne. Un cloud privato, risulta essere la scelta migliore per quelle aziende che desiderano godere dei benefici dei server virtuali, senza compromettere la flessibilità complessiva del sistema e la sicurezza dei propri dati.

Effettuando una ricerca più dettagliata però, si scoprirà che, se configurato correttamente, un cloud pubblico può essere sicuro tanto quanto un cloud privato. Prima di affidarsi ad un fornitore cloud è consigliabile informarsi il più possibile, attraverso blog, forum, per capire il grado di soddisfazione della clientela.

Il costo è un altro fattore da tenere in considerazione. Le aziende che desiderano passare ad un sistema virtuale devono indagare non solo sull’investimento iniziale, ma anche sulle spese a lungo termine, come i costi operativi, di manutenzione e le spese di applicazione.

Con il cloud pubblico, il fornitore è responsabile della gestione e della manutenzione delle infrastrutture, eliminando così i costi di manutenzione e di gestione. Il cloud privato potrebbe richiedere un costo proibitivo per molte piccole medie imprese a causa dei costi hardware iniziali.

Quando si considera di passare ad un sistema basato sul cloud, un’azienda deve essere quindi in grado di valutare le proprie esigenze in termini di scalabilità, costi, sicurezza e flessibilità, per poi prendere una decisione informata in merito alla soluzione migliore.

Ringraziamo Giacomo Callegari di ORANGE S.r.l per questo articolo
Photo credit: StockMonkeys.com / Foter / CC BY

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