Chiude la casa d’aste di Diablo 3

I vecchi giocatori della saga, quelli che hanno giocato a Diablo fin dal suo primo capitolo, pubblicato da Blizzard nell’ormai lontano 1996, hanno da subito espresso giudizi molto negativi sulla casa d’aste, una delle novità aggiunta al gioco nell’ultimo capito della saga.

L’idea degli sviluppatori Blizzard di certo non era rovinare il proprio capolavoro, ma creare una piattaforma per lo scambio di armi e oggetti di gioco. Chi ha avuto modo di giocare a Diablo, sa benissimo che durante il gioco gli oggetti che troveremo sul nostro percorso variano in base alla razza che sceglieremo all’inizio della nostra avventura; ad esempio scegliendo il Barbaro troveremo facilmente oggetti rari per altre razze, ma sarà molto più difficile trovarne per la nostra.
Nei vecchi capitoli della saga il giocatore si vedeva costretto quindi a giocare e rigiocare la storia praticamente all’infinito per trovare gli oggetti migliori che lo aiutassero a proseguire nell’avventura, in Diablo 3 semplicemente aggiungendo la casa d’aste le dinamiche del gioco sono state stravolte, ma cerchiamo di spiegarne il perché.

Le difficoltà da affrontare nel corso del gioco sono quattro, normale, abisso, incubo e inferno, la prima difficoltà è davvero molto semplice e servirà per prendere familiarità col gioco, le cose si faranno più complicate arrivando ad abisso, fino a quando al terzo atto raggiungendo il livello quarantacinque, avrete la possibilità di acquistare nella casa d’asta delle armi con riduzione di livello, ovvero oggetti potentissimi che possono essere utilizzati anche da personaggi ad un livello inferiore al 60. Dal secondo atto fino alla fine di incubo scegliendo l’oggetto giusto, il gioco diventerà semplicissimo e il nostro unico obiettivo sarà aumentare di livello per poter accede all’ultima difficoltà, inferno. Ad inferno le cose si fanno più interessanti i mostri diventano più forti e anche la vostra super arma acquistata a meno di cinquecento mila monete d’oro non riuscirà ad aiutarvi. Inizialmente vi troverete in difficoltà ma a quel punto vi basterà ricorrere di nuovo alla casa d’aste per acquistare nuovi pezzi per la vostra armatura che vi permetteranno di superare anche le sfide più difficili.

Come avrete capito quindi l’intero gameplay del titolo è stato fortemente influenzato da questa novità, personalmente a noi la casa d’aste non dispiaceva, molto probabilmente perché apparteniamo a quella categoria di giocatori a cui non piace passare quattrocento ore davanti ad un videogioco soltanto per trovare qualche oggetto raro, ma che allo stesso tempo, non vorrebbero perdersi il piacere di provare qualche arma leggendaria.
Tralasciando però il nostro punto di vista da video giocatori del weekend, ci sembra giusto che Blizzard abbia fatto tesoro dei consigli della comunità di giocatori che da sempre hanno trainato il titolo, decidendo di chiudere definitivamente la casa d’asta il 18 Marzo 2014; una bella ammissione di colpa, che non giova affatto alla reputazione della software house.

Oltra al problema della casa d’aste, Blizzard con Diablo 3, sembra proprio intenzionata a perdere definitivamente un gran fetta di vecchi fan della sega, con un altro clamoroso dietrofront ha da poco comunicato sul suo sito che anche la modalità player vs player annunciata fin dall’uscita del gioco subirà dei ritardi, aumentando il mal contento tra i giocatori che l’attendevano da tempo, insomma un disastro dietro l’altro.
Con questo non vogliamo affatto dire che Diablo 3 sia un pessimo titolo, ma soltanto che Blizzard sembra si sia adagiata un po’ troppo su gli allori e che probabilmente le vicende legate a questo gioco rappresentano una delle più grandi cadute di stile nella storia di questa software house.

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